Lungo impervi sentieri che portano a cale segrete,
giovedì 29 gennaio 2009
ci accompagna il profumo dei fiori di mirto,
ma ci graffiano a sangue i cespugli spinosi,
per un modesto biglietto d'ingresso.
Ancora m'inchino Sardegna
alla tua bellezza e alla tua gente,
che la testa ha chinato
per millenni al lontano continente.
Terra lontana, dal sapore di sale, di sete, di sole
dalle acque di smeraldo, cristallo e filigrana,
dai graniti scolpiti dal tempo, dal mare dal vento.
Terra superba e sola, fino a ieri dimenticata,
ora brutalmente violentata
ti abbandoni alle voglie estive
dei turisti continentali in cerca di pace,
ma che piano piano ti consumano.
Fatti preziosa Sardegna, non svenderti più,
ferma qui il tuo incanto se vuoi che duri,
sei troppo bella per lasciarti morire!
Un principe un dì ti ha baciata
e ti sei lentamente svegliata,
ora sei cresciuta, cammina da sola, non permettere che ti sciupino più!
Ricopri di ginepro e di mirto le tue colline ferite.
Nel tuo vento furioso e tremendo leggo un grido: "Fermatevi!"
E che la Sardegna rimanga una perla.
Antoinette Dalpiaz Breda

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