venerdì 8 maggio 2009
Lui è Sergio Atzeni. Scrittore sardo.
Il libro non è una storia. E' la "storia" della Sardegna. Raccontata così: sembra una ballata, una canzone, forse anche una poesia. Non dal punto di vista metrico. Ma sembra un antico canto, tramandato da miglia di generazioni di sardi. Il ritmo è quello. E diciamocela tutta: ne ritrovo molto il carattere di quelle genti, il libro è più attuale che mai.
"Al termine del cammino sotterraneo trovammo un cerchio di terrra con un raggio di dieci braccia. A metà della notte vedemmo la luna da una fessura della roccia, alta sopra le nostre teste. La luna illuminò il cerchio. Mir disse nell'antica lingua "t Is kal'i". La frase diventò nome del luogo. Mir disse "tr im pa n'us". Suonammo e danzammo tutta la notte." ....... "Tornati al villaggio Mir costruì piedi di legno che ci facevano alti come le quercie, con quelli imparammo a camminare, a saltare, a danzare." .............."Umur di Mu imparò a accendere il fuoco alla maniera degli ik e fece il primo n'ur a gh e".
(Grazie Giovanni del consiglio)

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