SARDEGNA

La Sardegna con i miei occhi


venerdì 30 gennaio 2009

Piccola consolazione

Posted by Picasa

giovedì 29 gennaio 2009

PERLA

Lungo impervi sentieri che portano a cale segrete,
ci accompagna il profumo dei fiori di mirto,
ma ci graffiano a sangue i cespugli spinosi,
per un modesto biglietto d'ingresso.

Ancora m'inchino Sardegna
alla tua bellezza e alla tua gente,
che la testa ha chinato 
per millenni al lontano continente.

Terra lontana, dal sapore di sale, di sete, di sole
dalle acque di smeraldo, cristallo e filigrana,
dai graniti scolpiti dal tempo, dal mare dal vento.
Terra superba e sola, fino a ieri dimenticata,
ora brutalmente violentata
ti abbandoni alle voglie estive 
dei turisti continentali in cerca di pace,
ma che piano piano ti consumano.

Fatti preziosa Sardegna, non svenderti più,
ferma qui il tuo incanto se vuoi che duri,
sei troppo bella per lasciarti morire!

Un principe un dì ti ha baciata
e ti sei lentamente svegliata,
ora sei cresciuta, cammina da sola, non permettere che ti sciupino più!

Ricopri di ginepro e di mirto le tue colline ferite.
Nel tuo vento furioso e tremendo leggo un grido: "Fermatevi!"
E che la Sardegna rimanga una perla.

Antoinette Dalpiaz Breda

mercoledì 28 gennaio 2009

Dal titolo potrei sembrare una persona arrogante e saccente. Tengo a ripetere che amo la Sardegna ma ne so proprio poco. Scrivo su questa regione per i motivi che ho spiegato nel post precedente e soprattutto perchè faccio parte di quella miriade di persone che sono disoccupate. Vorrei però farvela conoscere con i miei occhi, su questo non c'è da ridire. E per sdoganarci un pò la si potrebbe iniziare a vedere con occhi diversi: quelli per esempio di una scrittrice sarda che ho scoperto la scorsa estate grazie al consiglio della mia amica nonchè esperta libraia. Amo andare nelle librerie in cui si trovano non solo libri ma anche persone che ti sanno consigliare e con le quali  a volte puoi anche confrontarti. "ALI DI BABBO" scritto da Milena Agus. Di lei e della sua vita non so molto. Vive e insegna italiano in un istituto superiore di Cagliari. Il suo libro ti proietta in una realtà sarda totalmente differente da quella che ci si immagina. Lontana mille miglia dalla mondanità della Costa Smeralda, dal casino sulle spiagge d'estate: i bambini, gli ombrelloni, i lettini, i parchggi, la maleducazione e quant'altro (è praticamente la Srdegna che sono costretta a vivere io con la mia famiglia per motivi di tempistica, non si può mica girare il mondo quando si vuole!). E' una Sardegna border-line, la protagonista esce dagli schemi comuni del moderno vivere ed è così abbracciata dalla sua natura ancora selvaggia che ne fa parte e ne sembra un tutt'uno. Questo è ciò che più mi è piaciuto:la rappresentazione della natura. E la Agus non lo fa con descrizioni mirabolanti, frasi senza fine, ricerca di aggettivi che meglio si addicono. La sua scrittura è naif, border-line, essenziale. Ma riesce a farti respirare profumi, riesce persino a sentirti graffiata dai rovi che portano alle spiagge, inondata dalla luce.

Di seguito la recensione che ho trovato in internet e che copio e incollo: Il libro lo si legge in due giorni. Fa parte di quei libri-droga dai quali non ti stacchi più e ne cerchi subito altri.

  Nella smagliante Sardegna di Milena Agus, madame (così chiamata perché forse un giorno andrà in Francia) possiede un terreno sul mare assediato dagli speculatori. Ma madame, che è povera, non vende, e così facendo blocca i possibili affari delle famiglie vicine. Eppure i vicini non possono fare a meno di amarla, per la sua generosità e la sua candida resistenza. Questa storia, raccontata da una vicina quattordicenne, è comica e truculenta, fiabesca e vera. E anche la storia del nonno della narratrice, figura potente e silenziosa, il maggior alleato di madame. Ed è la storia di amori che vanno un po' storti e dei sacrifici propiziatori per farli stare in piedi. Madame crede nella magia e la distribuisce in modi personali e approssimativi allo scopo di rendere la gente più felice, perché "senza la magia la vita è solo un grande spavento".

venerdì 23 gennaio 2009

1 2 3 prova SARDEGNA

Ho deciso di scrivere sulla Sardegna. Sono diversi i motivi che mi portano a farlo. E' inverno, fa un freddo terribile, soprattutto qui nel profondo Nord, dove splende poco il sole, il corpo avrebbe estremo bisogno di mare e luce. Lo scrivere sulla Sardegna mi aiuterà ad evadere da una realtà che per ora è un pò triste. Ci sarà moltissimo da scrivere. La Sardegna non meno delle altre regioni Italiane ha molto da raccontare di sè. Io lo voglio fare tramite i miei occhi e le mie esperienze, da turista ovviamente. C'è un'altro motivo per cui scrivo. Voglio "pubblicizzare" due appartamenti nei quali in queti ultimi 10 anni si sono succedute famiglie, coppie e piccoli gruppi di amici e che lì si sono trovati benissimo. E' un modo nuovo, sicuramente più personale e forse anche più umano per presentare una casa vacanza. 

Il blog deve esssere del tutto rivisitato. In attesa di fare progressi nell'utilizzo di questa "macchina internettiana"mi auguro di avere il tempo per proseguire.